Ma che scuola!
Noi venerdì ce la siamo bigiata e ci siamo anche divertiti un mondo. E già!; non abbiamo affrontato come ogni giorno lo stress della scuola, ma abbiamo passato una tranquilla giornata a Milano precisamente al museo della Scienza e della Tecnica per presentare un progetto sulle simmetrie che ci ha visti occupati per diversi mesi.
Il museo di per sé era molto dispersivo, ma offriva anche la possibilità di stare insieme e di conoscere molte persone e i progetti multimediali da loro esposti.
Esso inoltre includeva non solo il più prestigioso simposio (esposizione al proiettore), che era forse il più importante di tutti, ma anche i meravigliosi portici del museo ed una mostra alla quale erano presenti specialmente ragazzini.
Durante la mattina, osservando i lavori degli altri gruppi, abbiamo avuto l’occasione di approfondire alcuni argomenti da noi affrontati in modo superficiale, come animali di vario tipo, alimentari, basi spaziali ecc..
Alcuni ragazzi del liceo classico di Piacenza, per esempio, hanno esposto un lavoro interessante sul territorio piacentino, sugli animali come il gufo comune e l’aquila reale che svolazzano nei cieli circostanti, e sui minerali che nei parchi emiliani si trovano costantemente.
Le diverse illustrazioni ed i filmati inseriti nel lavoro lo hanno reso meno noioso, ma, secondo le prime impressioni della folla, è risultato troppo lungo ed elaborato, soprattutto nel suo contesto.
Al progetto hanno partecipato tutti i ragazzi, inferiori ai diciotto anni, delle scuole interessate e ciò ha creato un’atmosfera più giovanile che ha facilitato l’esposizione di noi "anzianotti".
Una classe di terza media ha presentato invece un progetto che, se fosse stato realizzato con i mezzi adeguati sarebbe stato sicuramente più piacevole: la pastascienza.
Come intuiamo dal titolo sono stati realizzati alcuni esperimenti ben precisi sull’utilizzo della pasta come alimento cardine del cibo, ma i numerosi lucidi e le continue parlantine lo rendevano troppo noioso.
Queste sono le idee che ci hanno colpito maggiormente, ma vi sono comunque molti altri gruppi che hanno partecipato ed un "bravi" va anche a loro.
Tutti voi penserete che quello che stiamo per scrivere sia soltanto il frutto della nostra esuberanza, ma, strafottenza a parte, il nostro è sicuramente stato uno dei progetti più apprezzati fra quelli esposti.
Nel nostro lavoro abbiamo cercato di non essere dispersivi o stancanti, ma di essere chiari ed espliciti poiché il lavoro durava vari minuti e se fosse stato lungo c’era il rischio che diventasse un obbligo e non un piacere ascoltarlo.
I giochi d’immagine e le illustrazioni piene di colori e vivacità hanno certo colpito e forse il nostro "successo" è strettamente legato a questo motivo.
Concludendo non si può di certo dire che lavorando ci siamo divertiti più di una partita a calcio, ma tutto il progetto ci ha interessato abbastanza specialmente perché è stato un qualcosa di diverso nelle nostre abituali giornate scolastiche.