Laboratorio di giornalismo scientifico
SCIENZIATI PAZZI
Durante il terzo giorno della manifestazione Su18, all’Acquario Civico
di Milano, i ragazzi della scuola media Gramsci hanno presentato il progetto
scienziati nella storia.
La loro idea è stata di impersonare personaggi molto importanti per farne
ricordare il pensiero, la vita, le creazioni e le scoperte.
Per prima si è presentata Maria l’Ebrea, chiamata anche Maria di
Amram.
Grazie alle sue ricerche teoriche e pratiche divenne una degli esponenti più
importanti dell’alchimia occidentale, una scienza segreta il cui compito
era di trasformare i metalli in oro e argento, e che utilizzava anche simboli
tratti dalla magia e dalle diverse religioni.
Maria visse nel I sec. a. C. in Alessandria d'Egitto, città che allora
era punto strategico della cultura dell'Impero Romano.
Le scoperte più importanti di questo scienziato sono: apparecchiature
sperimentali per la distillazione e la sublimazione; il metodo “bagno
maria” e il "kerotakis", macchinario di riflusso per la sublimazione
di sostanze.
Durante il regno dell'imperatore romano Diocleziano Maria l’Ebrea, insieme
ad altri alchimisti alessandrini, fu perseguitata e i suoi scritti bruciati.
La tradizione alchemica non venne però interrotta e, col passare dei
secoli, diventò Chimica.
Nell’ambito astronomico, Ipazia ( grande filosofa e scienziata del IV
– V secolo d.C.) anch’essa vissuta ad Alessandria d’Egitto,
fece delle scoperte nel campo dell’algebra, dell’equazioni aritmetiche
e creò il conico di Apollonio, l’ariometro e l’astrolabbio.
Essendo pagana venne perseguitata dai cristiani ma dopo mille anni le sue scoperte
cominciarono a essere utilizzate.
L’ultimo personaggio storico rappresentato è Aristotele, nato nel
384 a.C. in Grecia.
Fece parte dell’accademia di Platone; fu l’insegnante di Alessandro
Magno e ancora scienziato, matematico e filosofo.
Una delle sue materie preferite era l’Astronomia; infatti, dopo alcuni
studi, enunciò la teoria del sistema geocentrico.
Purtroppo, per la mancanza di strumenti scientifici, i suoi studi non poterono
essere approfonditi e verificati.
Con il diffondersi del movimento antimacedone, Aristotele fu costretto all’esilio
nella Calcide e , dopo pochi mesi, morì nel 322 a.C.