1 Su18 manuale - Documenti - C1 <

LOGO

HOME PAGE

Paolo Apolito. Il pensiero situato e lo "spazio-tra"

intrecciate con il pensiero razionale. Non solo questo non si attiva se non ha ganci emotivi, cioè se non ha motivazioni; ma senza di quelli è un motore privo di direzioni, perché le emozioni orientano.

Lo spazio-tra possiede un potere generativo; esso è, in termini di conoscenza, un ambiente ricco e più capace dello spazio-in (teriore) di produrre risultati, effetti positivi. Nello spazio-tra, regina, non assoluta ma egemone, è la parola, di cui è noto il potere generativo, in quanto molto di quello che gli individui sono è frutto in qualche modo di costruzioni verbali.

Nello spazio-tra vi sono alcune parole speciali. Una è l'autobiografia: ci raccontiamo continuamente nello spazio-tra, nella rete dei racconti degli altri; sostanzialmente la nostra stessa esistenza è un racconto reciproco e continuo nella rete dei racconti simultanei, in cui ciascuno racconta se stesso agli altri e gli altri di fronte a se stesso. In questo stesso momento io mi racconto nella rete di narrazioni in cui siete presenti anche voi, con i vostri racconti.

Racconto la verità su di me? Ecco, qui, per rispondere vorrei dire che la verità su di me è inattingibile, in effetti dico che la verità su di me - e su voi tutti - è possibile, a patto di intenderla come costruzione continua, poiché tra la parola e la vita v'è uno scollamento originario, che l'auto-riflessività dello spazio-tra tende a ridurre e nello sforzo di riduzione sposta continuamente, ma non elimina. Lo spazio-in(teriore) gode di questa riflessività, ne utilizza i risultati e spesso, illusoriamente, ne pretende l'autorialità, l'esclusivo possesso, l'originalità. Illusoriamente, perché l'autocoscienza si produce nello spazio-tra, prima di spostarsi e riprodursi nello spazio-in.

Un'ultima considerazione, forse più che altro un appello. Alla fondazione del pensiero greco, dunque della cultura occidentale c'è, il thaumazein, il sentimento della meraviglia: rileggendo Platone o Aristotele si rimane colpiti dal fatto che la conoscenza e il sapere nascono per il sentimento della meraviglia che le cose sono, che il mondo è. Ma vi invito a guardare anche un altro sorprendente thaumazein, più elementare e generalizzato, quello del neonato, che si colma di meraviglia fisica per ogni cosa nuova che gli capita a tiro. C'è di più. Quando scorge un volto umano davanti a sé egli aggiunge a quella un altro portento: sorride. Io penso che possiamo apprendere dai grandi della nostra storia culturale, i filosofi greci, e contemporaneamente dai più piccoli tra di noi, i neonati: il thaumazein inteso come sorriso - teorico e pratico - verso l'altro continua a essere una risorsa fondamentale dell'umanità. E un bisogno, per difendersi dalla minaccia di imbarbarimento, che è uno degli orizzonti possibili del nostro futuro.

 

 

 

 

indice indietro avanti