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Pasquale Tucci. La dimensione storica dei musei scientifici

Una profonda frattura è aperta
tra i musei storici della scienza
e gli science centre interattivi.
La dimensione storica è necessaria
per comprendere il valore culturale, non solo
pragmatico, della conoscenza scientifica.

Il rapporto tra musei scientifici e la scuola è caratterizzato da una fortissima osmosi che, per le due istituzioni, ha origine in differenti contesti e con differenti motivazioni.

I musei scientifici, a partire dalla seconda metà degli anni sessanta, e in tutto il mondo, hanno avviato un profondo ripensamento del loro ruolo e degli obiettivi da raggiungere prendendo atto che porsi come puri luoghi della conservazione e dell'esposizione non era più in sintonia con la cultura diffusa nella società.

Soprattutto tra i giovani si era venuto a creare una diffusa diffidenza per la scienza e la tecnica e i musei scientifici erano percepiti come luoghi della trasmissione di valori culturali non più in sintonia con quelli diffusi nella società.

Parallelamente nella scuola l'insegnamento scientifico si era progressivamente impoverito: l'eliminazione dei laboratori era una della conseguenze e, nello stesso tempo, causa di un progressivo degrado della trasmissione delle conoscenze scientifiche.

I musei pubblici nascono dopo la rivoluzione francese, quando le collezioni e i più disparati reperti, appartenenti all'aristocrazia che li raccoglieva per proprio diletto, vengono destinati all'uso pubblico.

In un museo scientifico la comunicazione tra materiale esposto e visitatore era affidata alle didascalie, nella convinzione che l'oggetto esposto fosse in grado di comunicare sulla base del fatto di essere bello, di essere costituito da materiale prezioso ...

Il contesto storico all'interno del quale lo strumento era vissuto e aveva contribuito all'evoluzione delle conoscenze scientifiche veniva completamente trascurato.

Un primo significativo cambiamento della struttura dei musei scientifici si ha a partire dall'inizio del Novecento quando essi si trasformano per favorire l'interattività tra visitatore e oggetto.
(continua)

 

 

 

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