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Tre sono le
principali tecniche utilizzate.
> Push-button (sperimentato per la
prima volta nel Deutsch Museum):il visitatore può, azionando un pulsante,
osservare l'esecuzione automatica dell'esperimento assemblato in vetrina
o le diverse fasi di lavorazione di un impianto industriale.
> Diorama: l'oggetto viene inserito in un contesto, ricostruendone
l'unità con l'ambiente per farne emergere il vero significato,
senza accenti alla sua rarità o bellezza.
> Hands on (ideato nell'Exploratorium di San Francisco e poi diffuso
in decine di science centre): il visitatore può mettere le mani
sugli oggetti, percepire le caratteristiche dei fenomeni, compiere semplici
esperimenti scientifici interagendo direttamente con essi.
L'idea dell'interattività si sviluppa negli anni sessanta, al fine
di superare una diffusa diffidenza del pubblico per la scienza e tecnica:
bomba atomica e disastri ambientali diffondono l'idea che la scienza possa
risolvere problemi rilevanti per l'umanità, ma con soluzioni lontane
dalle sensazioni e aspirazioni individuali. Molti intellettuali pensano
di superare il fossato tra conoscenze tecnico-scientifiche e percezione
pubblica attraverso l'interattività: si impara toccando e facendo.
In questo contesto i musei di storia della scienza sono considerati inutili
per trasmettere conoscenze scientifiche e combattere la sfiducia dei giovani.
Tale visione è connotata da una posizione epistemologicamente
forte: si impara facendo poiché la scienza è un'attività
pratica, che evolve in forma progressiva e cumulativa. La storia invece
è poco significativa in quanto l'ultimo oggetto tecnologico e l'ultima
teoria scientifica contengono in sé quanto c'era di meglio in precedenza;
ciò che è vecchio e superato può andare nei magazzini
dei musei di storia della scienza.
La scienza viene così presentata come una storia di soli successi, con
poca attenzione per il processo. Lo studente che va al museo entra in
un laboratorio, e il museo scientifico non ha identità in quanto
istituzione.
Si trascura in questo modo una delle caratteristiche rilevanti dei musei
scientifici. Essi sono il veicolo principale dell'idea che scienza e tecnica
sono cultura, non solo attività pratiche di trasformazione: si
può capire la scienza solo attraverso la sua dimensione storica
e prospettica.
La netta scissione tra musei storici della scienza e science centre ha
lasciato in crisi di identità i musei della scienza e della tecnica.
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