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Pasquale Tucci. La dimensione storica dei musei scientifici

Tre sono le principali tecniche utilizzate.

> Push-button (sperimentato per la prima volta nel Deutsch Museum):il visitatore può, azionando un pulsante, osservare l'esecuzione automatica dell'esperimento assemblato in vetrina o le diverse fasi di lavorazione di un impianto industriale.

> Diorama: l'oggetto viene inserito in un contesto, ricostruendone l'unità con l'ambiente per farne emergere il vero significato, senza accenti alla sua rarità o bellezza.

> Hands on (ideato nell'Exploratorium di San Francisco e poi diffuso in decine di science centre): il visitatore può mettere le mani sugli oggetti, percepire le caratteristiche dei fenomeni, compiere semplici esperimenti scientifici interagendo direttamente con essi.

L'idea dell'interattività si sviluppa negli anni sessanta, al fine di superare una diffusa diffidenza del pubblico per la scienza e tecnica: bomba atomica e disastri ambientali diffondono l'idea che la scienza possa risolvere problemi rilevanti per l'umanità, ma con soluzioni lontane dalle sensazioni e aspirazioni individuali. Molti intellettuali pensano di superare il fossato tra conoscenze tecnico-scientifiche e percezione pubblica attraverso l'interattività: si impara toccando e facendo.

In questo contesto i musei di storia della scienza sono considerati inutili per trasmettere conoscenze scientifiche e combattere la sfiducia dei giovani. Tale visione è connotata da una posizione epistemologicamente forte: si impara facendo poiché la scienza è un'attività pratica, che evolve in forma progressiva e cumulativa. La storia invece è poco significativa in quanto l'ultimo oggetto tecnologico e l'ultima teoria scientifica contengono in sé quanto c'era di meglio in precedenza; ciò che è vecchio e superato può andare nei magazzini dei musei di storia della scienza.

La scienza viene così presentata come una storia di soli successi, con poca attenzione per il processo. Lo studente che va al museo entra in un laboratorio, e il museo scientifico non ha identità in quanto istituzione.

Si trascura in questo modo una delle caratteristiche rilevanti dei musei scientifici. Essi sono il veicolo principale dell'idea che scienza e tecnica sono cultura, non solo attività pratiche di trasformazione: si può capire la scienza solo attraverso la sua dimensione storica e prospettica.

La netta scissione tra musei storici della scienza e science centre ha lasciato in crisi di identità i musei della scienza e della tecnica.

 

 

 

 

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