|
È bello che, per quanto
possibile, esca dai confini dell'aula e si sviluppi dentro un laboratorio,
o magari dentro la città.
I latini intendevano per coinvolgere il trascinare in una responsabilità
gravosa, a volte sgradevole e persino pericolosa. Che cosa c'è
allora di più coinvolgente della scienza? Pensiamo a Leonardo e
a Forlanini, a Fermi o, più recentemente, a chi ha clonato la pecora
Dolly.
Comprensione
Solo se c'è coinvolgimento può esserci un'autentica comprensione
e un apprendimento che trascende gli stessi confini della materia appresa.
Bateson parla di tre livelli di apprendimento.
> Imparare (a fare) qualcosa: e questo ha a che vedere con la performance
individuale rispetto a un singolo fatto.
> Imparare a imparare (a fare) meglio qualcosa: e questo ha a che vedere
con la capacità di trasferire competenze da un tema all'altro,
e con la personalità, con lo stile in cui ci si mette in relazione
coi fatti.
> Imparare a imparare meglio a imparare (a fare) qualcosa: e questo
ha a che vedere con l'identità e col modo di pensare a noi stessi
in relazione al mondo.
Questa distinzione chiarisce come il lavoro didattico può trasmettere
nozioni e competenze. Ma anche quanto il lavoro didattico, inteso come
esperienza condivisa, si configuri come un processo che cambia le persone,
nei loro comportamenti e nei loro modi di pensarsi. È qui che sta
la vera formazione, quella che poi, da grandi, non si dimentica.
Creatività
Abbiamo dei dati interessanti: insegnanti creativi riescono a migliorare
classi composte sia da individui creativi che da individui non creativi;
insegnanti non creativi (nel modo di proporsi, nel modo di raccontare)
riescono a lavorare solo con individui non creativi.
Ed ecco spiegato, forse, il motivo per cui alcune delle migliori menti
scientifiche hanno avuto pesanti problemi a livello scolastico. Ma essere
creativi non significa - questo equivoco va sciolto subito - né essere
stravaganti né essere trasgressìvi.
Creatività vuoi dire essere flessibili, ricettivi, capaci di creare
connessioni nuove e utili. Essere in grado di usare qualsiasi materiale
(cronaca, aneddoti, anche piccoli incidenti di classe) per costruirci
sopra un racconto che coinvolge e congiunge esperienze di tutti i giorni.
Gardner esamina la vita di personaggi creativi in ambiti diversi (Picasso,
Freud, Einstein, Stravinsky, Gandhi, Eliot) e accomuna alcuni
tratti delle loro personalità: costanza,impegno,
curiosità, introspezzione (continua)
|
|
|