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Cristina D'Addato. Cinque C per raccontare la scienza

È bello che, per quanto possibile, esca dai confini dell'aula e si sviluppi dentro un laboratorio, o magari dentro la città.
I latini intendevano per coinvolgere il trascinare in una responsabilità gravosa, a volte sgradevole e persino pericolosa. Che cosa c'è allora di più coinvolgente della scienza? Pensiamo a Leonardo e a Forlanini, a Fermi o, più recentemente, a chi ha clonato la pecora Dolly.

Comprensione
Solo se c'è coinvolgimento può esserci un'autentica comprensione e un apprendimento che trascende gli stessi confini della materia appresa. Bateson parla di tre livelli di apprendimento.
> Imparare (a fare) qualcosa: e questo ha a che vedere con la performance individuale rispetto a un singolo fatto.
> Imparare a imparare (a fare) meglio qualcosa: e questo ha a che vedere con la capacità di trasferire competenze da un tema all'altro, e con la personalità, con lo stile in cui ci si mette in relazione coi fatti.
> Imparare a imparare meglio a imparare (a fare) qualcosa: e questo ha a che vedere con l'identità e col modo di pensare a noi stessi in relazione al mondo.

Questa distinzione chiarisce come il lavoro didattico può trasmettere nozioni e competenze. Ma anche quanto il lavoro didattico, inteso come esperienza condivisa, si configuri come un processo che cambia le persone, nei loro comportamenti e nei loro modi di pensarsi. È qui che sta la vera formazione, quella che poi, da grandi, non si dimentica.

Creatività
Abbiamo dei dati interessanti: insegnanti creativi riescono a migliorare classi composte sia da individui creativi che da individui non creativi; insegnanti non creativi (nel modo di proporsi, nel modo di raccontare) riescono a lavorare solo con individui non creativi.
Ed ecco spiegato, forse, il motivo per cui alcune delle migliori menti scientifiche hanno avuto pesanti problemi a livello scolastico. Ma essere creativi non significa - questo equivoco va sciolto subito - né essere stravaganti né essere trasgressìvi.
Creatività vuoi dire essere flessibili, ricettivi, capaci di creare connessioni nuove e utili. Essere in grado di usare qualsiasi materiale (cronaca, aneddoti, anche piccoli incidenti di classe) per costruirci sopra un racconto che coinvolge e congiunge esperienze di tutti i giorni.
Gardner esamina la vita di personaggi creativi in ambiti diversi (Picasso, Freud, Einstein, Stravinsky, Gandhi, Eliot) e accomuna alcuni tratti delle loro personalità: costanza,impegno, curiosità, introspezzione
(continua)

 

 

 

 

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