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Cristina D'Addato. Cinque C per raccontare la scienza

L'educare chiama cose calde, poco maneggevoli, poco controllabili. Si parla di emozioni, affetti, cose personali, ambizioni, rischi, paure. Nell'educare i confini e i percorsi sono meno evidenti, si intrecciano, si dissolvono. Parafrasando lo psicoanalista inglese Winnicott, nell'istruzione uno specchio è un oggetto da osservare, conoscere, descrivere. Nell'educazione lo specchio non si vede, la nostra immagine è l'oggetto.

Conclusioni
Parlando di scienza e dì didattica abbiamo rapidamente ripercorso questi passaggi identificandoli con cinque nomi che cominciano con "C": è la nostra unica concessione alle semplificazioni sloganistiche.
La pubblicità - anche intesa nella sua accezione più nobile, come forma contemporanea e sofisticata del discorso persuasivo - ha ben poco da insegnare alla didattica. La scuola non deve assumere una fisionomia analoga ai moderni luoghi di esposizione e consumo di prodotti.
Non credo sia intelligente proporre una strategia light, depurata dalle tossine della fatica e della responsabilizzazione, così che ognuno possa consumare di tutto e di più. Senza confini. Senza limiti. Senza quasi accorgetene.
Certo, la didattica può rubare qualche strumento alla pubblicità: per esempio, l'attitudine a usare immagini.
Sappiamo che è più semplice capire e ricordare ciò che si vede e si sente, rispetto a ciò che solo si sente. È ancora più facile ricordare ciò che si vede, si sente, e si fa: ancora una volta, ciò che non è solo rappresentazione dell'esperienza ma esperienza in sé.
Può rubare la capacità di usare parole semplici. Ma questo non significa necessariamente essere semplicistici, né cavarsela troppo facilmente. Un serio lavoro di semplificazione - lo sanno bene i divulgatori scientifici - è una faccenda in sé davvero complessa.
Può rubare l'attenzione alla componente emozionale e all'empatia. Ma la scuola, per fortuna, resta altro. Un esercizio di preparazione alla vita e non una rappresentazione consolatoria e convenzionale che ha a che vedere con la vita quanto i bastoncini di pesce hanno a che vedere con l'educazione e la crescita dei bambini.

 

 

 

 

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