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Gli studenti hanno compilato 400 questionari. Le indicazioni più
frequenti riguardano sempre aspetti legati alla comunicazione.
Gran parte degli intervistati si è sentita contenta nell'esporre
il suo lavoro e un ragazzo su tre nel vedere i visitatori interessati
a quello che spiegava: "Mi guardavano e mi hanno detto brava",
"Le persone erano attente a quello che dicevo", "Tutti
ascoltavano entusiasti".
La maggior parte degli studenti dice di avere avuto difficoltà
nel raccontare il proprio lavoro: "Mi inceppavo", "Ho avuto
vuoti di memoria", "Ho perso di vista gli obiettivi", "Era
la mia prima volta", "Abbiamo avuto due visitatori giapponesi",
"Dovevo spiegare a bambini piccoli o ad adulti competenti",
"Dovevo esprimermi davanti a tanti".
Fino a dodici anni non sì rilevano problemi con strumentazioni
ed esperimenti che preoccupano invece i ragazzi delle superiori: "Il
motore non funzionava", "Mi è scoppiata la tonica dell'aria",
"I nostri oggetti non resistevano", "Un bambino ha rotto
uno specchio e un altro si è incastrato in una scatola".
Partecipare alla manifestazione è servito a conoscersi di più
e a imparare a collaborare. I bambini delle elementari hanno notato che
al museo anche "i compagni in difficoltà erano molto più
bravi".
Che cosa mi ha dato più emozioni?
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