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Bar del Museo. Affollato.
Vabbe' è un sabato di fine maggio...
Il sole si infiltra tra macchinari
allineati nei chiostri.
In sottofondo voci di ragazzi e adulti.
A un tavolino:
Anna - maestra d'area scientifica -
Bruna - prof di matematica e scienze -
Carlo - docente di fisica.
Sorseggiano rispettivamente
spremuta, té freddo, birra.
Anna [spossata]:
Facili e belli, visti da qui... per costruire la casa dei misteri ne ho viste di tutti i colorì... perché ogni impresa nuova si copre sempre di mistero? Però ora che siamo alla fine sarei pronto a ripartire subito: confronti, incontri, emozioni..., unico.
Bruna [insinuante]:
Ma dai, di che parli? Uno arriva e subito va via...l'altro è capace
solo di criticare. Quanti si sono davvero presi la briga di capire a fondo
la tua postazione... quanti i mordi e fvggi? E tu, hai interagito con
le proposte altrui o ti sei messa in trincea nel tuo exhibit?
Carlo [assertivo]:
Sì, forse hai ragione... però credo che tutto questo mercato
abbia
valore soprattutto per chi vende cose, più che per chi viene a
comperare. Noi abbiamo costruito, e noi abbiamo imparato. Se lo facciamo
bene magari la voglia verrà anche ad altri...
Anna [perplessa]:
Se vogliamo davvero stimolarli, dobbiamo farci capire meglio, soprattutto
voi delle classi più grandi. Ho spiato le vostre postazioni, ma
ho raccolto poco. Che paroloni scientifici, quante scritte fitte e strette
sui cartelloni. Se io ho capito pochino, i miei alunni forse nulla.
Bruna [conciliante]:
Ma è così importante capire tutto? Bastano un paia di ore
per masticare e digerire una cinquantina di concetti scientifici? La mia
sensazione è che qui mettiamo in gioco emozioni, diffondiamo stimoli
da rielabarare.
Carlo [sereno]:
Io ho fatto un giro completo. Devo riconoscere che davanti a molti exhibit
mi sono sentito alunno, con ansie e timori di chiedere spiegazioni. Quando
un paio di volte ho valuto fare la carogna con trabocchetti, non ne ho
cavato nulla di buono, invece i miei rgazzi si sono sentiti veramente
insegnanti... dopo un primo ambientamento ha visto alcuni già alteri
e boriosi mentre cercavamo d'ammaestrare docenti universitari in incognito.
Anna [complice]:
E' stata per me la cosa più bella vedere i miei bimbi -
scusate la parola - muoversi felici e disinvolti attorno al progetto costruito
insieme, sentirlo proprio e spiegare al pubblico il loro vissuto dentro
il lavoro.
Bruna [didattica]:
Comunque sia, mi ha dato un gran piacere portare a termine una esperienza
completa, dal progettare al comunicare i risultati. E di soddisfazioni
ce ne sono per tutti: qui non stiamo a competere ma a collaborare, non a
fare cose specifiche ma una cosa globale.
Carlo [complice]:
E vedrete i miei macchinari il prossimo anno...
Anna [sintonica]:
Io avrei già una ideuzza che mi frulla dentro...
Carlo [motivante]:
Ecco una cosa bella... la passione! Anche dei ragazzi. È stata
un'avventura comune, una infezione che si è diffusa dentro la classe...
ho iniziato io o sono stati loro?... Comunque ci siamo contagiati in fretta.
Anna [incerta]: Certo che qui ho visto molti
modi di fare scienza. Avevo l'idea di una scienza monolitica e lontana,
e ora ne ho incontrata una frammentata e vicina. Devo pensarci su ancora...
Bruna [saggia]:
... ma proprio questa è la scienza: lo dicono in modo monolitico
e lontano quelli che studiano queste cose... ma sai, solo noi cinquantenni
possiamo essere davvero libere.. in quanto stiamo finendo di pagare i
diversi debiti can la nostra storia.
Carlo [inquieto]:
Ma quali debiti? La scienza non sono idee da conoscere ma cose su cui
possiamo agire e parlare. Io so di possedere davvero un concetto quando
lo so comunicare e Sl so fare interagire con un'altra persona, di testa
e di cuore se mi posso concedere quest'ultimo termine. E ora... come farò
con i compiti a casa e in classe? Come farò con le interrogazioni?
In quali modi...
Anna [rinfrancante]:
Ciò che conta è che tu sia per loro un riferimento forte
e vero, un modello dotato di vita e di coerenza. Se percepiscono che tu
credi davvero in quello che fai e sai metterti a trafficare insieme a
loro, a questo punto quasi tutto ti viene condonato ...
Bruna [lungimirante]:
Mi piacerebbe farli innamorare della scienza... e qui ho già visto
qualcosa di buono: un paio hanno iniziato a tenere un diario di
bordo sulle idee delia scienza.
Carlo [sfuggente]:
Ma eccoli li i miei marmocchi... belli autonomi ma ancora in attesa d'un
buon calcio d'avvio. Quasi quasi vado a dagliene quattro...
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Prima era il buio
poi sei arrivata tu:
ed è stata la luce...
E abbassa quegli abbaglianti.
(Oreglio)

Hic menebimus optime.
(Livio)
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