Per i nostri studenti partecipare a Su18 costituisce
un'esperienza formativa di forte impatto emozionale e relazionale. È
un salto di qualità per tecnica e contenuti rispetto all'abituale
programmazione didattica.
Dividendoci a gruppi compiti e argomenti, partiamo dalle esigenze e dai
limiti di ognuno, rilanciando la sfida per superarli.
Iniziamo dall'analisi delle immagini realizzate nelle precedenti edizioni.
La tipologia dei reportage si è andata strutturando intorno ad
alcune famiglie di soggetti e argomenti: volti, macchinari, esperimenti,..
Analizzando gli scarti possiamo capire quando l'immagine non funziona
e perché.
Giunti sul campo, iniziamo le riprese cercando di avvicinarci con gradualità
e delicatezza all'evento per annullare le distanze con le persone presenti.
L'obiettivo è cogliere l'attenzione, l'impegno, la spontaneità
attraverso i volti emozionati, le mani al lavoro, lo scambio di ruoli,
le caratteristiche degli esperimenti.
Quindi passiamo all'analisi dei risultati. Dobbiamo verificare che tutte
le postazioni siano state documentate. La scelta si concentra sulle immagini
più comunicative.
Un gruppo si occupa di acquisire e trasporre parte dei materiali in formato
digitale per costruire sul sito Su18 un archivio accessibile.
Parliamone
"Eggià! Ogni bella immagine ha troppi doppioni..."
"Forti le facce attonite, ma l'exhibit dov'è?''.