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La grafica per Su18

Il progetto grafico che abbiamo realizzato per Scienza under 18 è stato per le nostre classi un'occasione per considerare fatti e problemi da un punto di vista globale e per lavorare su un compito di realtà, attivando analisi e immaginazione.

Per pubblicizzare Su18 ci siamo posti l'obiettivo di costruire proposte immediatamente riconoscibili e comprensibili, al fine di dare motivazioni all'agire e al pensare, e fornire informazioni ed emozioni con cui rendere la proposta più chiara ed efficace possibile, integrando tra loro le forme visi ve e verbali.

La grafica pubblicitaria è per noi uno strumento con cui raccontare e dare bellezza dentro spazi ridotti.

Il grafico è un progettista, ma anche un artigiano del fare; è un regista che mette in scena momenti comunicativi ed eventi progettuali.
Nel comunicare Su18 abbiamo voluto mettere in luce che gli studenti discutono, sperimentano e giocano con la scienza. Immagini e testi devono quindi integrare le molteplici iniziative interattive, espositive, multimediali.

Abbiamo costruito due prodotti: il depliant e il manifesto di Su18.

Il depliant. E' un pieghevole a più facce che presenta e illustra prodotti e servizi di Su18, evidenziandone le specificità, le proposte, le qualità. Collocato nella reception del Museo, è stato anche imbustato e distribuito alle scuole.

Il manifesto. E' un artefatto di grandi dimensioni da affiggere, centrato su un messaggio iconico-verbale. Al testo abbiamo affidato la funzione di valorizzare le potenzialità espressive della parola e di garantire la corretta lettura dell'immagine.

L'immagine deve catturare lo sguardo con un "incidente ottico" dai contenuti e dai colori seducenti, da una forma sintetica e dinamica.

Abbiamo inteso connotare l'immagine di Su18 catturando l'attenzione attraverso sorprese visive dì piccole scene in movimento zoomando sui prodotti scientifici, mentre gli studenti li usano da protagonisti.

Abbiamo voluto offrire segni di singolarità per suscitare la curiosità di visitare o il desiderio d'esporre. Abbiamo voluto comunicare una scienza familiare che sappia agganciare l'evento ai vissuti.

Abbiamo ricercato un ritmo compositivo tra le immagini e i testi (per farli leggere volentieri, comprendere facilmente, ricordare meglio) mettendo in scena il lettering delle parole; diminuire o aumentare la forza e il ritmo dei testi con scritte in maiuscolo o in minuscolo, caratteri lineari o grazie, giustificati o a bandiera, capolettera.
L'immagine fa da controcanto: attraverso suggestioni visive, metafore e citazioni grafiche si misura col testo per costruire sinergie di contenuti.

Parliamone.
"Ma guarda un poco! Lavorando sulla scienza ho capito che per   dire molto devo dire poco ..."
"Una sola immagine per comunicare quante parole?".

 

 

A cura dell'ITCS
E. da Rotterdam
Bollate (Mi)

Tiziana Ferrara

Il divino sta nei particolari
(Paker)

 

 

 

Renoir
è un ragazzo senza talento.
Ditegli, per favore,
di smettere di dipingere.
(Manet)

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