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Il sapere non si può trasferire e immagazzinare
come altri oggetti: idee ed emozioni assumono identità e senso
solo se e quando vengono rielaborate da parte di chi apprende.
Le conoscenze d'altronde non sono entità oggettive e astrazioni
immutabili: esistono in ogni singola persona e riflettono necessariamente
le diversità individuali, gli stili di apprendimento, le differenti
tradizioni ed esperienze.
Ogni nuova conoscenza non può essera trasferita tale e quale da
un docente a un discente, in quanto ogni sapere richiede necessariamente
una rielaborazione attiva e personale da parte di colui che apprende.
Ogni sapere viene appreso solo quando viene elaborato individualmente
e risulta coerente in ciascuna persona.
Quindi non è tanto l'insegnamento che deve essere individualizzato,
riducendolo e inseguendo le diversità dei singoli alunni, quanto
piuttosto vanno individualizzati i diversi esiti personali dell'apprendimento.
Dobbiamo apprendere a navigare in un oceano di incertezze attraversando
arcipelaghi di presunte certezze.
Per favorire i differenti apprendimenti individuali vanno organizzate
e offerte all'intera classe proposte aperte e consistenti, strumenti differenziati
e diversificati, stimoli intensi e polivalenti per consentire a ciascuno
di interiorizzarti e rielaborarli nel proprio modo specifico.
Su18 è una occasione privilegiata per permettere a ogni alunno
di costruire un proprio sapere interagendo con prodotti e comunicazioni
significative.
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Dobbiamo apprendere a navigare
in un oceano di incertezze
attraversando arcipelaghi
di presunte certezze.
(Morin)
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