Da molti anni si discute e si sperimentano
forme nuove per avvicinare ai musei il mondo dei giovani, in particolare
degti studenti.
Educare i giovani al nostro patrimonio culturale, conservato in gran
parte negli oltre cinquemila musei presentì in tutto il territorio
nazionale, è un ricorrente terreno di confronto tra operatori museali
da un lato e operatori scolastici dall'altro.
In questa moltitudine di musei che rappresentano un unicum nel mondo,
come unicum è il nostro patrimonio culturale sia per quantità
sia soprattutto per qualità, i musei scientìfici occupano
un posto centrale.
Nonostante siano sostanzialmente dimenticati dal MBAC (Ministero per i
Beni e le Attività Culturali) i musei scientifici hanno mostrato
in questi anni una ripresa di attività, testimoniando come a livello
culturale anche il nostro paese stia recuperando terreno rispetto allo
sforzo di dare al sapere scientifico e tecnologico quell'importanza che
menta per risultare competitivi in un mercato che ha assunto dimensioni
mondiali.
Per vincere questa sfida occorre che il sapere scientifico e tecnologico
venga diffuso soprattutto tra 1 giovani, che devono diventare consapevoli
dell'importanza che oggi assumono tali conoscenze sia per la crescita
personale sia per l'evoluzione sociale di ogni paese, e del nostro in
particolare.
In questa ripresa di attività da parte dei musei scientifici, che
attualmente in Italia sono circa trecento, si è inserita una positiva
azione del MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca).
Dal 1991 questo Ministero ha varato per la prima volta una legge (la 131/91
poi trasformata nella 6/2000} specificatamente mirata alla diffusione
della cultura tecnico-scientifica. Attraverso questi fondi - mediamente
dai 10 ai 20 milioni di euro annui - si sono avviate azioni a sostegno
di musei e centri di divulgazione scientifica, nonché a supporto
di progetti specifici.