L'ente proponente e coordinatore è il Museo Nazionale della Scienza
e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano,
l'ente partner è
la Direzione Scolastica Regionale per la Lombardia.
Un comitato tecnico-scientifico
ha definito ì contenuti del progetto, producendo un documento-guida
presentato alle scuole, e gestirà le relazioni tra i soggetti coinvolti,
per favorire le collaborazioni con cui realizzare i singoli progetti.
Scienza under 18, con la sua specificità, rappresenta uno strumento
attraverso cui rafforzare IL ruolo dei Servizi Educativi del Museo che
restana "no dei settori principali per il rilancio della Fondazione
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.
Negli ultimi anni si è fortemente delineata una doppia modalità
d'interfacciarsi con il pubblico: ^a una parte un riaffermare la propria
identità di storico che fa delle sue collezioni il veicolo principale della propria mission, dall'altro
I scoperta di una dimensione nuova che per qua to riconducitele all'attività
didattica - oggi ce trata sui laboratorì interattivi che saranno
pi avanti descritti - incomincia ad assumere i co notati di un vero e
proprio science centre.
A tutto questo si aggiunge la fase di trasformazione istituzionale e organizzativa
che sta attraversando il Museo che, dopo anni di faticosa g stione pubblica,
ritorna a essere ciò che era n 1953 quando venne inaugurato: una
fondazion di diritto privato.
Non si tratta di una semplice trasformazione gi ridica, ma soprattutto
di una migliore organizz zione interna e di nuove modalità di rapportar
e di interagire con la società e il territorio n zionale che, in
prima istanza, esprime l'esigen di un forte e moderno polo museale dedicato
a la scienza e alla tecnologia.
All'interno di tale ristrutturazione prende
corpc tra i vari dipartimenti previsti, anche quello pe i servizi educativi,
a cui viene affidato, per prossimo triennio 2003-2005, non solo il compiti
di consolidare e sviluppare l'offerta educativa del Museo, ma soprattutto
di delineare le line strategiche che dovrebbero portare la Fondazione
a dotarsi di un vero e proprio science centre ovvero un luogo fisico identificabile
per la forte interattività degli esperimenti proposti per il modo
di concepire e organizzarel'educazione informale.
Questa operazione di rinnovamento sarà affiancata da un generale
ripensamento e potenzii mento delle sezioni storiche del Museo che si
ranno organizzate in specifici dipartimenti e aree tematiche.
Nel clima più generale di un grande rinnovamento della museologia
scientifica, che sta attravei sando la maggior parte dei musei e dei centri
divulgazione scientifica, l'ipotesi su cui sta lave rando il Museo della
Scienza e della Tecnologia < Milano può creare una situazione
estremamente interessante soprattutto se si tiene conto
di alcune difficoltà che sia i musei storici sia gli science centre
stanno vivendo.
D a una parte la sola dimensione storica di un museo stenta a trovare
consenso fra il pubblico, specie tra quello più giovane; dall'altra
si è visto che le attività proposte negli science centre
hanno difficoltà nel fare costruire saperi e conoscenze nei fruitori.
Così, dopo un avvio tumultuoso che per alcuni aspetti li ha posti
quasi in contrapposizione ai musei tradizionali, oggi sempre più
sembrano proiettati a recuperare una qualche dimensione storica.
La scelta che è stata fatta e che caratterizzerà il prossimo
periodo del nostro Museo nasce anche da considerazioni di ordine pratico.
> Le risorse economiche. I finanziamenti pubblici e privati non trovano
ancora oggi in Italia quella disponibilità manifestata invece in
altri paesi europei e americani. Il problema è molto evidente se
si tiene conto della dimensione del Museo di Milano che è simile
a quella degli altri grandi musei europei, mentre molto differenti sono
invece i bilanci economici (mediamente 1/10).
> Il progetto. Uno science centre, come d'altronde un museo, non si
costruisce all'improvviso e sicuramente necessita di un progetto scientifico
e tecnico-finanziario complesso. Ha anche bisogno di un periodo di gestazione
in cui le strutture e il personale addetto alla progettazione e alla divulgazione
(explainers) si devono adattare lavorare con modalità diverse da
quelle che richiedono la progettazione e la divulgazione in un museo storico.
In tale contesto, grazie anche ai finanziamenti del MIUR, si è
scelta la soluzione che più di altre ci è sembrata realistica
al fine di enere il Museo aperto e rinnovato per alcuni suoi aspetti,
al fine di far maturare l'interesse a investire in una struttura che dimostri le potenzialità che altre strutture
europee stanno già svolgendo nel campo della divulgazione tecnico-scientifica:
si sono così create ben diciotto aree interattive.
> Il pubblico. Uno degli indici per giudicare la funzionalità
di un progetto museale, ovviamente non l'unico ma sicuramente uno dei
più importanti, è il pubblico che un museo riesce a coinvolgere.
Le iniziative che sono state avviate avevano in primo luogo lo scopo
di incrementare il pubblico del Museo e con esso riportare l'attenzione su questa importante istituzione. In questi ultimi anni il Museo
ha registrato un afflusso crescente di visitatori e nell'ultimo anno
hanno partecipato alle diverse iniziative circa 180.000 stu denti e
20.000 insegnanti.
> La mission. Il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano
intende coniugare tradizione innovazione. È questa la sua scommessa
i cui risultati pur se già evidenti si vedranno al meglio a partire dai prossimi anni.