Da quanto è stato affermato in precedenza con segue la necessità
di garantire una forte conti nuità al settore Servizi Educativi
e al personale che vi opera all'interno, il quale a oggi conta 20 addetti
a tempo pieno e 80 guide museali a tempò parziale.
Gli obiettivi principali che il settore
Servizi Educativi si pone per
il prossimo triennio 2003-2005 possono essere così riassunti:
> rafforzare la qualità dei laboratori interattivi oggi operanti;
> elaborare e realizzare nuovi laboratori interattivi (due ogni anno);
> incrementare i rapporti di collaborazione con il sistema scolastico;
> specializzarsi come centro di formazione, in particolare verso le
scuole di ogni ordine e grado.
> redigere un progetto scientifico per la crea zione di uno science
centre all'interno della Fondazione, che tenga conto dell'esperienza fino
i oggi maturata;
> diffondere sul territorio, a partire da quelli lombardo, alcuni dei
laboratori interattivi gii presenti al Museo;
> potenziare il sito Internet, già visitato annualmente da migliaia
di persone, e ampliare la guida didattica, ogni anno aggiornata e inviata
a circa 30.000 scuole, quali strumenti per promuovere le molteplici attività
del Museo.
Uno dei risultati che il Museo si propone di ra§ giungere per il
prossimo triennio è incrementar ulteriormente il pubblico scolastico
portandol dagli attuali 200.000 ad almeno 300.000 visitato ri ogni anno
alla fine del prossimo triennio.
All'incremento quantitativo deve corrisponder un incremento qualitativo,
per il quale è necessario rafforzare alcune delle linee intraprese in questi anni. Risponde a tale
istanza l'accordo di programma che il Museo ha stipulato con la Direzione
Scolastica Regionale per la Lombardia che dovrà trovare attuazione
nel triennio 2003-2005.
Scuola-Museo. Un rapporto da rinsaldare.
Alla frequenza sempre crescente da parte delle scuole va intensificato
e costruito un rapporto che leghi ulteriormente i vari soggetti culturali
che agiscono nello stesso territorio.
Nella costruzione del Piano delle Offerte Formative da parte delle scuole
dei vari ordini il Museo deve essere visto come una delle risorse prioritarie
con la quale costruire programmi che vadano al di là della abituale
visita annuale.
Con la scuola va ricercato un rapporto di partnership che, nel rispetto
delle singole autonomie e degli scopi istituzionali, ponga il Museo come
uno dei più formidabili strumenti educativi, superando così
la visione ormai stereotipata, che tuttora in parte sopravvive, di un
luogo vecchio che ha poco da raccontare ai ragazzi.
Per far questo è importante che i docenti partecipino alla vita
stessa del Museo, ai suoi programmi di rinnovamento e di ricerca, per
essere sempre più vicini alla società e in primo luogo ai
giovani.
La frequenza al Museo sarà maggiormente concordata con i responsabili
dei Servizi Educativi potenziando le occasioni in cui è possibile
che gli insegnanti incontrino un responsabile della didattica, in modo
che possa fornire tutte le informazioni utili al miglior utilizzo delle
iniziative museali in corso o in programmazione.
Risulta per esempio funzionale allo sviluppo dei programmi scolastici
la possibilità di concordare più uscite durante uno stesso
anno scolastico, al fine di incrementare attività programmate e
integrate di apprendimento e di verifica; in questi progetti l'aspetto
ludico e avventuroso delle offerte museali può costituire un incentivo
per gli alunni a lavorare con più curiosità e interesse.
Questi progetti devono essere concordati in
modo che il costo non risulti eccessivo per la scuola; ma è anche
possibile che scuola e Museo trovino insieme uno sponsor interessato e
disposto sostenere queste specifiche iniziative.
Tale modalità di interfacciarsi con la scuola, gì avviata
negli anni passati, viene descritta nell'ultima edizione della guida
didattica che il Museo invia a ogni inizio di anno scolastico a tutte le
scuole lombarde.
Indipendentemente dalla tipologia e dalla natura del museo crediamo fondamentale
che la scuola, proprio per non essere utilizzata come bacino d'utenza, si
ponga alcuni irrinunciabi obiettivi nel lavorare insieme al Museo:
> lavorare su percorsi e su temi di comune irteresse, anche utilizzando
le risorse informatche, ormai diffuse nelle singole scuole e ovviamente
in ogni museo;
> costruire una rete di scuole che lavorano su un tema comune interagendo
con uno o più musei, allargando in questo modo il numero dei patecipanti
al progetto;
> stimolare le scuole a dare visibilità alle riceche sulle quali
è impegnata attraverso varie forme e modalità, evidenziando
le parti in cui si è posta in relazione col museo (o i musei) con
cui lavora;
> fare conoscere e coinvolgere il pubblico più vasto, sia da
parte delle scuole che dei musei, su quanto di positivo si può
fare attraverso tale interazione, ogni volta che si organizza una attività
didattica progettata sin dall'inizio con competenza ed efficacia.
In questo senso ben vengano iniziative che svolgono all'interno del singolo
museo o del singola scuola. Le stesse iniziative diventano pił efficaci
quando trovano dei luoghi pubblici frequentati dalla gente comune che
spesso non vede il grande contributo che scuola e musei danno alla società.
Ben vengano allora le iniziative come Scienza
in piazza, una giornata di festa con tutti gli amministratori orgogliosi
di ammirare il lavoro reso possibile dall'impegno di diverse istituzioni,
in particolare scuole e musei.
Ben vengano le serate, o addirittura settimane del cinema scientifico
dove ammirare i prodotti multimediali prodotti dalle scuole, dai musei
o meglio ancora da entrambi insieme.
Ben vengano altre soluzioni.
L'importante è avere chiara la necessità di uscire dal proprio
ambiente per aprirsi verso le nuove istanze della società.
Come non esiste più la scuola autoreferenziale, così anche
il Museo deve rivolgersi a strati sempre più diversi della popolazione,
entrando nel mondo della scuola, con cui costruire positive esperienze
di animazione collaborativa.
Salvatore Sutera
Dirigente Servizi Educativi
Fondazione Museo Nazionale
della Scienza e della Tecnologia
Leonardo da Vinci