Schede laboratori Convegno Su18
Progetto regionale coordinato dall’Associazione “Rete di scuole di Su18 ”

Sommario

Cocktail con ghiaccio e maionese

I due momenti fisici

Il prof Electro

Ma che testa ho

Pappa o gomma

Perdersi in un bicchier d'acqua

Pesci e padelle

Quelle strane macchie

Due salti in centro

Si fa sol

Torre di Babele

 

 

Laboratorio: QUELLE STRANE MACCHIE…
Conduttore: Emanuele Serrelli


1. Fenomeni presenti:
Stephen J. Gould li definiva “stranezze che hanno un senso”: descrivo, attraverso immagini e racconto, un gruppo di pesci con affascinanti peculiarità biologiche, tra le quali una è particolarmente strana: alcune macchie sulla pinna delle femmine…

2. Idee scientifiche specifiche messe in gioco:
Evoluzione, selezione naturale, dimorfismo sessuale, correlazione maschio-femmina, popolazione, specie, adattamento, exaptation, pennacchi (spandrels), effetti collaterali, sviluppo, evo-devo (evolution of development). Vi sono poi alcune idee pertinenti all’epistemologia (ovvero alla filosofia della scienza): idea di spiegazione biologica, adattazionismo, pluralità delle discipline e delle strategie esplicative.

3. Mosse epistemologiche operate:
A ciascun partecipante viene data la responsabilità di dare un senso alle macchie. Ai diversi tentativi, spesso divertenti, viene dato il significato di altrettante strategie di spiegazione; esse vengono confrontate, e vengono esplicitate alcune “operazioni cognitive” – spesso inconsapevoli – che le compongono; viene poi presentata una possibile spiegazione frutto di una particolare strategia centrata sullo sviluppo dell’organismo, tipica di una nuova disciplina detta evo-devo, che mette in evidenza alcune connessioni di solito ignorate o “tagliate” dalle strategie di spiegazione più diffuse (la pluralità di strategie viene anche messa in relazione con la dinamica di approcci e discipline effettivamente presenti nella storia della scienza). Si sperimenta così l’aspetto estremamente selettivo di ogni strategia di spiegazione che, se ereditata e assimilata in modo acritico, rende ciechi ad altre possibilità.

4. Modalità di azione utilizzate:
Situazione-stimolo che si conclude con una domanda; ipotesi individuali di risposta; discussione guidata sulle risposte; proposta di una possibile soluzione “alternativa” alle altre strategie. Richiami meta-riflessivi per tutta la durata dell’esperienza.

5. Motivazioni della scelta di queste modalità:
Calare nell’esperienza concetti fondamentali di epistemologia e filosofia della scienza vuol dire mostrarne l’importanza e metterli alla prova. La biologia evoluzionistica si presta oggi a sollevare problemi epistemologici, e ad a offrire un campo in cui le persone possono sperimentarsi ed esplorare il proprio immaginario e la propria cognizione.

6. Tipo di apprendimento atteso:
Maggiore consapevolezza della natura attiva e costruttiva della conoscenza, della pluralità delle strategie conoscitive, e in particolare delle proprie strategie più “automatiche”; intuizione della molteplicità della scienza e della specificità delle discipline; problematizzazione di alcune idee diffuse e irriflesse sull’evoluzione; spunti e intuizioni su come condurre attività didattiche in classe.

7. Presentazione sintetica del laboratorio:
“Laboratorio Epistemologico” di consapevolizzazione delle proprie strategie cognitive (“sapere di non sapere”!), della loro pluralità, del loro valore ma anche della loro selettività, delle operazioni che le compongono.